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Obiettivi SMART: come raggiungere solidi risultati aziendali

Senza obiettivi prestabiliti, non ci possono essere risultati concreti. Non a caso, la pianificazione è sempre fondamentale per poter ambire al successo aziendale. Molto spesso, però, accade che i risultati ottenuti siano purtroppo meno evidenti di quelli sperati. Come mai? Una delle principali cause risiede proprio negli obiettivi stessi, definiti in maniera approssimativa secondo parametri inverosimili. Sì, perché la loro tipologia e stesura influiscono in maniera rilevante sulle possibilità di realizzazione. In questo senso, ecco che arriva in soccorso il metodo SMART. Ma cosa c’è da sapere sui cosiddetti obiettivi SMART?

Scopriamolo subito.

Definisci correttamente il tuo obiettivo: come nascono gli obiettivi SMART?

Come creare un obiettivo SMART

Definire un obiettivo aziendale non è semplicemente compilare una lista dei desideri. Esistono, di fatto, tanti elementi da tenere in considerazione ed errori da evitare assolutamente. Un obiettivo, ad esempio, non dovrebbe essere mai approssimativo, blando o irrealistico. Allo stesso tempo, dovrebbe sempre avere una scadenza ben definita, mai troppo breve.

All’interno di un’azienda, di solito, gli obiettivi aziendali vengono sfruttati come linee guida per valutare i progressi del team e dell’organizzazione stessa, creando lo stimolo giusto per affrontare il futuro. Purtroppo, però, per raggiungere questi traguardi non basta tracciare un disegno generico e poi lasciar tutto al caso. E neanche all’impegno delle risorse, come dire “Fate il possibile e si vedrà”.

A questo proposito, Edwin Locke e Gary Latham, impegnati a lavorare sulla teoria del goal setting all’inizio degli anni ‘90, arrivarono ad una conclusione straordinaria. Gli obiettivi diventano davvero efficaci se stilati in base a 5 criteri precisi. Così, raccolsero questi ultimi all’interno di quella che poi diventò la formula SMART, acronimo formato delle iniziali degli stessi criteri di riferimento.

Analizziamo uno per uno i 5 criteri Smart.

Cos’è il metodo SMART?

Secondo quanto dimostrato dai due studiosi, un obiettivo, sia esso privato o lavorativo, diventa efficace se formulato seguendo i cinque criteri SMART. Ecco, dunque, che gli obiettivi devono essere Specifici,Misurabili, Appetibili, Realistici e Definiti nel Tempo (Time-bound).

Specifico (Specific). Soprattutto quando parliamo di ambienti aziendali, è fondamentale che l’obiettivo sia definito in maniera precisa, senza margine di interpretazioni varie. Obiettivi chiari portano a risultati chiari. Allo stesso modo, è sempre bene formularli in modo positivo. Un esempio? Meglio dire “vogliamo accrescere le entrate annuali” che “vogliamo uscire da in trend di perdita”.

Misurabile (Measurable). È altrettanto fondamentale che l’obiettivo sia ragionato in modo tale da poter misurare oggettivamente il risultato pianificato. Definiti i parametri di riferimento – conversioni mensili, vendite trimestrali ecc. – è probabile che non tutti i risultati possano essere misurati quantitativamente (Grado di soddisfazione clienti ecc.).

Appetibile (Attractive). Ogni obiettivo dovrà essere, in un certo senso, anche appetibile, cioè in grado di trasmettere la motivazione giusta a tutte le risorse interessate. D’altronde, se dirigenti e dipendenti non vengono coinvolti emotivamente, fin da subito, le percentuali di successo sono davvero scarse. 

Realistico (Realistic). È ovvio che gli obiettivi, affinché siano raggiungibili, debbano essere soprattutto realistici. Ciò non significa formulare obiettivi poco ambiziosi. Anzi. D’altra parte, però, è importante non sparare troppo in alto, così da non stroncare la motivazione di tutti sul nascere. In questo senso, struttura un obiettivo tenendo ben a mente il livello di competenza delle tue risorse e il tempo a loro disposizione per raggiungere il risultato sperato. 

Definito nel tempo (Time-bound o Timely). Ultimo punto, altrettanto determinante. L’obiettivo dovrà essere collocato nel tempo in maniera precisa e chiara. Se si ha una deadline ben definita, i collaboratori saranno più motivati al traguardo, evitando procrastinazioni e ritardi vari. Piccolo consiglio. Effettuate un controllo dei risultati in un giorno subito successivo, comunicandolo a tutti. Questo aumenterà il grado di impegno.

cos'è un obiettivo smart

Risultati aziendali: alcuni esempi di obiettivi SMART

Una volta analizzato il vero significato degli obiettivi smart, non resta che fornire alcuni esempi pratici, utili per comprendere meglio il concetto. Come già anticipato, i fattori da tenere in considerazione sono tanti. Ma niente paura. Benché il ragionamento alla base richieda uno sforzo iniziale, ben presto verrà interiorizzato. In questo modo, la stesura di un qualsiasi obiettivo, aziendale e no, risulterà estremamente facile. 

Ecco 3 esempi concreti che ti aiuteranno a formulare degli efficaci obiettivi smart. Partiamo da un obiettivo normale, abbastanza generico, creando poi la sua versione SMART.

Caso 1. “Mi piacerebbe cambiare lavoro

“Per i prossimi 10 mesi, preparo una candidatura ogni settimana fin quando, entro il 2 febbraio dell’anno prossimo, non avrò trovato un nuovo lavoro come graphic designer”.

Caso 2. “Il fatturato dell’azienda deve aumentare

“Il fatturato netto delle nostre lavatrici da 8kg deve aumentare, nel prossimo semestre, del 5% rispetto a quello precedente”. 

Caso 3. “L’usabilità del nostro sito deve migliorare subito” 

“La User Experience del nostro sito web aziendale dovrà ottenere un punteggio di almeno 80/100 nei questionari utente dall’85% dei partecipanti, entro il 31 dicembre di quest’anno”.

Analisi di un obiettivo SMART: i principali pro e contro

Come ogni metodologia e ogni oltra cosa al mondo, anche il metodo SMART di Locke e Latham ha i suoi punti di forza e di debolezza. Proviamo a fare una rapida analisi dettagliata.

Pro

  • Distinzione chiara delle priorità. Gli obiettivi SMART, oltre ad essere efficaci, sono particolarmente utili per tutte quelle risorse che faticano a definire la priorità delle lavorazioni, perdendosi facilmente in mancanza di obiettivi precisi. 
  • Rendere semplice il lavoro. Solamente dopo aver scelto la destinazione finale si può studiare l’outfit giusto. Allo stesso modo, la concretezza di un obiettivo Smart permette di procedere in maniera chiara ed ordinata. 
  • Incremento delle probabilità di successo. Strettamente legato al punto precedente, un obiettivo Smart è anche in grado di indicare quanto effettivamente l’obiettivo stesso sia stato raggiunto. In questo senso, procedere in maniera chiara significa anche tenere traccia di quanto fatto, arrivando pian piano al traguardo finale. Così facendo, inoltre, l’approccio Smart aumenta la motivazione e l’impegno delle risorse coinvolte.

Contro

  • Possibile rallentamento delle ambizioni. Gli obiettivi SMART, come già anticipato, devono essere per forza di cose realistici. Questo aspetto, soprattutto in contesti aziendali, può far correre il rischio di accontentarsi della mediocrità, stroncando sul nascere le idee innovative ed inedite. Uno svantaggio che comunque, se l’obiettivo viene formulato adeguatamente, risulta essere irrilevante.
  • Aumento dello stress e dell’ansia da prestazione. Questo punto non si riferisce al metodo smart, bensì inevitabilmente a qualsiasi obiettivo prestabilito. Un obiettivo Smart si distingue nettamente in obiettivo raggiunto o no, togliendo ogni spazio ad interpretazioni e giustificazioni. Questo porta ad un bel carico di responsabilità che raggiunge ogni dipendente coinvolte, generando inevitabile stress.

E tu, come definisci i tuoi obiettivi aziendali? Avevi mai sentito parlare degli obiettivi Smart e di come possono essere utili per ottenere risultati concreti in azienda? Raccontami la tua esperienza nei commenti!

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